Pannelli solari, impariamo dall’Australia: le case diventano centrali elettriche

Si parla sempre più di energie rinnovabili e sostenibili e di come, grazie alle moderne tecnologie, potremo, un giorno, produrre noi stessi energia, utile per la nostra casa. Ecco cosa accade quando i pannelli solari vengono usati nella maniera più corretta e smart: impariamo dall’Australia, dove le case diventeranno delle vere e proprie centrali di energia elettrica.

Pannelli solari in Australia? Le case si illuminano di immenso

Come gli utenti più informati sanno perfettamente, in Italia è possibile usufruire di diverse agevolazioni in merito all’installazione di dispositivi che volgano alla riqualificazione energetica delle nostre abitazioni. Più l’impianto scelto si avvale delle energie rinnovabili o a basso impatto ambientale, come, per esempio, stufe e caldaie e biomassa, pompe di calore o pannelli solari, più le percentuali di sconto Irpef o Ires – in caso di Ecobonus – o di incentivi – con il Conto Termico – sono alte. Parlando di installazione di pannelli solari, che si dividono in termici e fotovoltaici, l’Italia sta diventando uno dei paesi più virtuosi ma, come ovvio, non è l’unico a promuovere un tipo di economia energetica sostenibile. Dobbiamo spostarci di diversi fusi orari per arrivare nella zona di cui vogliamo parlare, ovvero degli stati appartenenti alla sezione meridionale dell’Australia. Ed è proprio qui, nella terra rossa popolata da canguri e koala, che l’energia è sempre più verde: grazie a un progetto indetto dal governo dell’Australia del Sud, guidata dal premier Jay Wilson Weatherill, più di 50mila case connesse fra loro daranno vita a una grande e virtuale centrale elettrica.

Energia elettrica autoprodotta: un grande traguardo

Una tematica spesso molto discussa è quella della auto-produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo di pannelli solari sui tetti delle case – o di ampi spazi aperti nel caso di aziende o grandi edifici destinati a uso privato o pubblico – che darebbero la possibilità a tutti di produrre l’elettricità utile per la propria abitazione o per i propri servizi, mentre l’esubero potrebbe essere immagazzinato. Se non, ancora meglio, venduto e ceduto ai grandi fornitori. L’obiettivo dei virtuosi colleghi australiani, in questo caso, è quello di collegare fra loro circa 50mila tetti forniti di pannelli fotovoltaici e di convogliare l’energia prodotta in appositi accumulatori connessi a software di altissima tecnologia. In questa maniera, poi, l’elettricità prodotta verrebbe equamente distribuita a seconda delle necessità dei nuclei abitativi, mentre in caso di blackout sarebbe possibile fornire tempestivamente di elettricità chi ne fosse rimasto sguarnito. Sono progetti come questi, finanziati dalla vendita di energia, che fanno ben sperare per un futuro totalmente green, con un occhio di riguardo non solo per il nostro ambiente, ma anche per le bollette della luce che, nel caso dell’Australia del Sud, si abbasserebbero di ben 200 euro all’anno.