COME SARA’ L’AUTUNNO 2018? - Intervista ad Andrea Giuliacci

Intervista ad Andrea Giuliacci  -  COME SARA’ L’AUTUNNO 2018?

gm-termoudraulica.it ha chiesto ad Andrea Giuliacci come sarà la prossima stagione autunnale: ecco cosa ci ha risposto

In estate ha fatto decisamente caldo e anche l’inizio d’autunno si è mostrato piuttosto mite. Cosa ci attende nei prossimi mesi?

E’ vero, l’autunno ha fatto un po’ di fatica a ingranare, con l’estate che sembrava davvero non voler finire mai. Tuttavia le proiezioni dei modelli matematici e gli indici climatici, cioè le attuali caratteristiche di atmosfera e oceani a scala globale, fanno pensare che nelle prossime settimane il tempo mostrerà caratteristiche decisamente autunnali. A indirizzare l’atmosfera verso uno schema tipico dell’autunno contribuirà il Sole, che si sta avviando verso il periodico minimo di attività. Ogni 11 anni infatti la nostra Stella entra in una fase, temporanea, in cui emette meno energia: in tal modo scalda leggermente meno il nostro Pianeta, rendendo le stagioni, specie quelle autunnali e invernali, più fredde del solito.

Quindi sarà un autunno freddo e nevoso?

Sì, ma senza esagerare! Tanto per essere chiari: sarà comunque una stagione autunnale più “mite” di quelle cui eravamo abituati 40-50 anni fa, perché il trend al riscaldamento della Terra, cioè il progressivo aumento delle temperature medie planetarie, ha comunque reso il clima decisamente più caldo di quanto non fosse qualche decennio fa. Tuttavia, all’interno di questa tendenza al riscaldamento, l’autunno 2018 sarà molto probabilmente più fresco di quello del 2017. Quindi temperature mediamente più basse dell’anno scorso, ma non in modo uniforme: l’autunno fresco sarà determinato più che altro da qualche breve, ma importante, scossone di freddo quasi invernale. Come spesso capitato negli ultimi anni quindi ci attendono mesi di ottobre, novembre e dicembre in cui capiterà di passare da periodi insolitamente miti a fasi decisamente più fredde, in cui le temperature potrebbero scendere in modo brusco su valori praticamente invernali. Maggiormente esposte a questi assaggi d’inverno saranno soprattutto le regioni del Nord e del versante adriatico, dove con maggior facilità si osserverà l’irruzione di correnti fredde provenienti dal Nord Europa o dai confini più orientali del continente. Questo significa che, specie verso la fine della stagione, almeno al Nord e nelle zone interne del Centro sono molto probabili anche delle gelate notturne: gelate magari non intense, ma capaci comunque di rendere alcune notti decisamente rigide.

Quindi avremo modo di usare il cappotto. E l’ombrello, sarà necessario oppure ci attende una stagione a tratti fredda ma nel complesso asciutta?

A parte alcune fasi dominate dall’alta pressione e quindi da tempo nel complesso stabile e secco, direi che le piogge non mancheranno. Le perturbazioni di origine atlantica infatti attraverseranno con una certa regolarità il nostro Paese, portando la pioggia soprattutto al Nord e nel versante tirrenico della Penisola, ma nel complesso anche nel resto d’Italia sembra scongiurato il pericolo di una stagione siccitosa. Questo significa che la pioggia, specie quando arriverà nelle fasi più fredde della stagione, sarà accompagnata anche da nevicate in montagna: insomma, secondo le attuali proiezioni le Alpi dovrebbero arrivare alle porte dell’inverno già imbiancate, almeno alle quote medio-alte.

Insomma, in alcuni periodi di più, in alcuni di meno, durante l’autunno alle nostre caldaie comunque il lavoro non mancherà. Ma a quanto andrebbe scaldata la casa quando fa fuori freddo?

Innanzitutto è d’obbligo una premessa: in casa, sia per questioni economiche che di salute, la temperatura non dovrebbe mai essere troppo alta e, soprattutto, non ci dovrebbe mai essere una differenza eccessiva con l’ambiente esterno. Gli sbalzi di temperatura cui va incontro l’organismo passando dal tepore dell’ambiente domestico al freddo che si incontra appena varcata la porta di casa può infatti essere molto pericoloso per la salute. Tuttavia, quando il clima si fa rigido, diventa fondamentale evitare che anche in casa le temperature scendano eccessivamente, perché pure il freddo “eccessivo” può avere conseguenze negative sull’organismo. Addirittura secondo uno studio tedesco pubblicato nel 2014 sulla rivista medica Heart,  quando le temperature calano improvvisamente da un giorno all’altro da valori intorno a 0 gradi fino a 8 gradi sotto zero, i decessi per patologie cardiovascolari crescono del 7,9% e, soprattutto, le conseguenze più o meno gravi del freddo improvviso sulla salute della popolazione si avvertono fino a due settimane di distanza. E come conferma lo studio, a essere tanto pericoloso non è tanto il freddo in sé, quanto piuttosto il suo arrivo improvviso, con le temperature che calano di molti gradi in breve tempo. Ecco perché è importante che la caldaia sia in grado di lavorare in modo corretto ed efficiente, capace di compensare rapidamente l’eventuale brusco calo delle temperature e di garantire il giusto tepore richiesto dall’utente, ma sempre senza eccedere nel riscaldare gli ambienti.

Cerchiamo di soddisfare anche la curiosità dei nostri lettori: con queste premesse, possiamo sperare di trovare la neve sotto l’albero di Natale?

Premetto che la Meteorologia non è in grado di darci questo tipo di previsione dettagliata, perché manca davvero troppo tempo. Tuttavia, sulla base delle proiezioni stagionali e di quei fenomeni, tra cui i cicli solari, che influenzeranno il clima dei prossimi mesii, penso che in effetti, almeno in alcune zone del Paese, potrebbe essere un “bianco Natale”.